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Il COMITATO PROMOTORE DELLA CULTURA GIULIANA (apartitico e aconfessionale, non ha scopo di lucro e tutte le cariche e mansioni vengono svolte gratuitamente) nasce a Trieste nel marzo dell’anno 2008 per iniziativa di alcuni sostenitori noti in campo culturale ed economico, allo scopo di dare nuovo impulso all’identità giuliana incrementando la conoscenza della lingua, della letteratura, della storia, della musica, delle arti visive e del folclore, con particolare riferimento alla città di Trieste, tramite ogni iniziativa atta a spronare l’amore per le proprie radici in particolare tra le nuove generazioni.
 

Un notevole passo avanti verso la valorizzazione della cultura giuliana è incluso dalla legge regionale n. 5 del 17/02/2010, che intende costituire un riferimento normativo per la regione Friuli Venezia Giulia in materia di valorizzazione dei dialetti e delle culture presenti sul nostro territorio e che riportiamo di seguito.

 
 
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1
(Principi e finalita')
 

1. In attuazione dell' articolo 9 della Costituzione e in armonia con i principi internazionali di rispetto delle diversita' culturali e linguistiche, la Regione valorizza i dialetti di origine veneta individuati all'articolo 2, quali patrimonio tradizionale della comunita' regionale e strumento di dialogo nelle aree frontaliere e nelle comunita' dei corregionali all'estero.

2. Le attivita' di valorizzazione previste dalla presente legge sono dirette a conservare la ricchezza culturale presente nel territorio regionale e nelle comunita' dei corregionali all'estero, e renderla fruibile anche alle future generazioni, sviluppando l'identita' culturale e favorendo l'utilizzo del dialetto nella vita sociale

3. Le Province e i Comuni concorrono alla valorizzazione dei dialetti di cui all'articolo 2 secondo le modalita' indicate nel capo III.

 
Art. 2
(Dialetti)
 

1. Ai fini della presente legge, sono oggetto di valorizzazione i dialetti di origine veneta nelle seguenti espressioni: il triestino, il bisiaco, il gradese, il maranese, il muggesano, il liventino, il veneto dell'Istria e della Dalmazia, nonche' il veneto goriziano, pordenonese e udinese.

 

CAPO II
INTERVENTI DI VALORIZZAZIONE

Art. 3
(Tipologia di interventi di valorizzazione)
 

1. Al fine di valorizzare i dialetti di cui all'articolo 2, la Regione promuove e ....      [ continua ]

 

  
RELAZIONE A CURA DEL DR. PIERO CAMBER
  

Negli anni a cavallo tra l'otto e il novecento Sebastiano Scaramuzza scriveva:

"Attraverso i miei scritti voglio far sapere che al di là dello Judri esiste una regione bella dove i suoi abitanti italiani parlano dei dialetti che hanno la stessa dignità del dialetto lombardo, di quello piemontese, di quello siculo o di quello napoletano; nell'impero austroungarico voglio far sapere ai miei fratelli Gradesi, Goriziani, Triestini e Istriani, che io ricordo sempre il mio Paese natio e che fino a quando avrò voce, difenderò sempre la cultura, la storia, la lingua e le tradizioni della terracui, con amoroso orgoglio, appartengo ...

L'antica favella, sulla bocca del nuovissimo popolo gradese, non sarà più la stessa. Per questo io voglio trattenere su carta tutto quanto sia possibile di questa antica unicità, scrivendone prose e versi nel gradese parlato dai miei nonni, in quello udito sulle bocche dei pescatori e delle povere donnette della mia primissima infanzia. Così, quando l'antica e pura favella morirà perché contaminata, io l'avrò conservata viva e pura sulla carta, per tutti gli italiani"
  

 

 

 

 


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